Biodiesel Background

Storia del Motore Diesel 1-3

Un fatto sconosciuto che riguarda il motore diesel è che nel progetto iniziale come combustibile veniva usato olio vegetale. In questo senso, il concetto di usare biocombustibili per motori a combustione interna ha oltre 110 anni.

Rudolf Diesel, un inventore tedesco che nacque a Parigi nel 1858, nel 1893 pubblicò un articolo con il titolo" Teoria e costruzione di un motore per riscaldamento razionale", che descriveva un motore in cui aria veniva compressa da un pistone ad una pressione molto alta, causando un'alta temperatura; viene poi iniettato il combustibile e acceso da questa alta temperatura.

Nel 1894 Diesel ha quindi fatto domanda di brevetto per questa sua invenzione: il motore diesel. Per la prima volta si è dimostrato che il combustibile in un motore può essere acceso senza scintilla. Il primo motore che ha funzionato in questo modo è stato acceso nel 1897; l'anno seguente è stato assegnato il brevetto #608,845 a Rudolf Diesel per un "motore a combustione interna", il motore diesel. Inizialmente fu mostrato al pubblico usando come combustibile olio organico di semi.

I motori diesel moderni sono chiaramente rifiniti e migliorati rispetto alla concezione originale di Rudolf Diesel; sono usati nelle automobili, sottomarini, navi, locomotive, camion e impianti che generano elettricità.

Biodiesel 4

Il Biodiesel è composto da esteri metilici di oli vegetali, vale a dire catene idrocarburiche degli oli vegetali originali che sono state separate dai naturali "trigliceridi". Le catene idrocarburiche del Biodiesel sono in genere di 16-20 atomi di carbonio e sono ossigenate ad un'estremità, rendendolo un ottimo combustibile.
Le proprietà chimiche del Biodiesel fanno sì che bruci in maniera molto pulita ed aumenti la combustione del gasolio tradizionale se usato in miscele.
Il prodotto può essere considerato innocuo come l'olio da insalata, ma vengono sempre incoraggiate le giuste precauzioni per evitare eventuali schizzi negli occhi, sui vestiti, sui veicoli, o sversamenti nel terreno o nelle acque. Non ha odori nauseanti, nell'odore e nella consistenza ricorda l'olio da cucina. Uno dei primi studi, sponsorizzato dal National Biodiesel Board americano (1993) si dimostra con studi su animali che il prodotto è meno tossico del sale da cucina (grammi per kg di peso corporeo).

Assenza di fumi nocivi o carcinogeni
Il Biodiesel (esteri metilici dell'olio vegetale) non contiene composti organici volatili che potrebbero causare fumi nocivi o velenosi; non contiene idrocarburi aromatici (benzene, toluene, xilene) o clorurati; non c'è piombo o zolfo che potrebbero reagire ed emettere gas pericolosi o corrosivi. Comunque, se il Biodiesel viene usato in miscele con il gasolio tradizionale, verranno ancora emessi scarichi contenenti benzene ed altri inquinanti aromatici presenti nella frazione di gasolio tradizionale presente nella miscela.

Assenza di rischi di esplosione per i vapori
A causa dell'assenza nel Biodiesel di componenti volatili (la tensione di vapore è meno di 1 mm Hg) ed un alto flash point (in genere maggiore di 182°C), non ci sono rischi di esplosione causati da fumi accumulati. L'unico rischio di incendio verrebbe dalla combustione spontanea di cotone o carta imbevuti di Biodiesel e tenuti in un luogo non ventilato oppure alte temperature.

"Doppio vantaggio ambientale" con il Biodiesel ricavato da Olio da cucina riciclato

Il nuovo Biodiesel (introdotto negli anni 1996-1997) prodotto da olio da cucina riciclato offre un "doppio vantaggio ambientale" in quanto è rinnovabile ed è prodotto da bioenergie riciclate. L'olio fritto raccolto dai ristoranti (fast foods, ristoranti cinesi, ecc.) può essere trasformato in Biodiesel e quindi usato come additivo al combustibile.
In quanto alla performance, trattamento e tossicità, questo Biodiesel è identico a quello prodotto da oli di semi vergini (in ogni caso deve rispondere agli standard dettati dalle normative europee, vd EN 14214). Il prodotto ricavato da oli riciclati è di colore ambra più scuro rispetto a quello prodotto da oli vergini: ciò è dovuto ai pigmenti di carotene ossidato ma le tracce di tali pigmenti non sono mai state associate ad effetti tossici o a performance del motore.
In Europa ampi studi sul Biodiesel prodotto da oli vegetali usati, hanno confermato che le performance del motore e le emissioni sono praticamente identiche a quelle del Biodiesel prodotto da oli vegetali vergini. Recentemente in Europa sono stati costruiti vari impianti di transesterificazione per trasformare olio usato in esteri metilici per poter accontentare la crescente domanda di Biodiesel.

I rendimenti (rese) delle piante oleaginose
Veda tabella (Crop Yields) per la lista.

Referenze

(1) http://inventors.about.com/library/inventors/bldiesel.htm

(2) http://www.hydrogenappliances.com/diesel.html

(3) http://www.uh.edu/engines/epi1435.htm

(4) Technical Handbook for Marine Biodiesel In Recreational Boats: by Randall von Wedel, Ph.D        CytoCulture International, Inc.